Una chiacchierata tra ragazzi su come vivono questa città. Pensavo fosse più difficile come cosa, insomma, dopo tutto questo “rumore” intorno all’argomento "Perugia città scandalo"… invece non lo è stato. Ecco com’è andata a finire.
Come vivete Perugia e dentro di essa?
FABIO da Lucera: Perugia è una città universitaria e questo la rende “facile” sotto alcuni punti di vista: conosci tanta gente e spesso ti capita di fare due chiacchiere con chi non conosci, anche ogni giorno. In biblioteca, sulle scalette del Duomo, al supermercato, in facoltà, ovunque. Questo è stupendo, ma lo è ancora di più quando poi ti incroci per caso per strada e questa persona ti sorride. Vivo bene Perugia per questo, ma andando oltre questo aspetto alcune cose mi lasciano perplesso…
ANTONIO da San Giovanni Rotondo: So a cosa ti riferisci… servizi ed eventi ad esempio. In primis la mobilità, che secondo me è uguale a zero, soprattutto per i disabili o per gli anziani. Mia nonna è venuta a trovarmi solo una volta… “troppe scale”, dice. Perugia è sì a misura d’uomo, ma molto lascia a desiderare. Anche io la vivo bene, ma so che potrei viverci meglio. Non vedo attenzione per gli studenti, e non solo per agevolazioni economiche, anche e soprattutto per i servizi, sottolineooo! Le biblioteche chiudono alle 18.50, e non offrono una connessione internet wireless.
ALESSANDRO da Lecce: La biblioteca comunale mette a disposizione ad esempio solo sei computer, se non sbaglio. Invece quella della facoltà di scienze politiche ti da la possibilità di connetterti solo per un’ora. Gli internet caffè dovrebbero aumentare e la stessa università dovrebbe mettere a disposizione il wifi. Siamo nel 2008!
NICOLA da San Giovanni Rotondo: Non parliamo di Università perché mi vengono subito in mente i metodi di insegnamento di molti professori che si basano solo sui libri di testo. Non ci sono esercizi di simulazione ad esempio… di come lavora una banca. Ma molto più semplicemente, basterebbe aprire prima di ogni lezione il Sole24 ore e da lì spiegare l’economia. Io studio economia! (strizza l’occhio e sorride). E se hai intenzione di studiare la notte in facoltà l’unica aula aperta è la bunker, vicino al Rettorato… ma qualcuno ha dimenticato che l’inverno è freddo, e qui non si scherza mica. La soluzione? Tutti muniti di sciarpa e cappello.
E la donna del gruppo ritorna su Perugia e dice…
SILVIA da Canosa di Puglia: Perugia è ricca di iniziative, è una città giovane. L’aria che si respira è giovane…
FABIO: Io adoro vivere il centro storico. In Piazza IV Novembre sempre qualcuno seduto su uno scalino, o preso dalla lettura di un libro o dalle chiacchiere tra gli amici. Che sia giorno o sera non importa, queste mura sempre sembrano quasi racchiudere in un villaggio medioevale giovani di tutto il mondo e di tutte le razze. Senti vivere questi angoli, gli stessi scorci ai quali si ispirava il Perugino. La gente. Questa credo sia la vera ricchezza di Perugia.
ALESSANDRO: Si, questo si, ma è una piazza sola a racchiudere tutto questo. Ci sono molti spazi carini…mmh ..San Francesco al prato, il Tempietto… Poi ci sono piazza Italia e i Giardini Carducci che spesso la sera sembrano appartenere ai perugini, a volte sembra quasi che il corso faccia da divisorio tra i due luoghi. A volte, perché altre volte senti qualcuno vicino a te che ti dice “o cocco!”
ERNESTO da Cosenza: Io e Irene abitiamo in zona Fontiveggie e purtroppo frequentiamo molto poco il centro. Uscire in auto, soprattutto durante il giorno, è praticamente una sfida… anche contro i vigili urbani!
ANTONIO: Non ci sono autobus notturni in città, e le corse ci sono ogni venti minuti. Adesso con il minimetrò…
GIUSEPPE da Maratea: Finalmente! La voglio fare io una domanda a voi ora: ma con il minimetrò Perugia diventa una metropoli?
Scoppia una risata dalle bocche di tutti
Invece gli eventi? Culturali… musicali… del palato… .
NICOLA: Palato? La cucina umbra è squisita.
SILVIA: Su questo siamo tutti d’accordo, no?
Tutti annuiscono
FABIO: Gli eventi sono molti rispetto ad esempio alla maggior parte dei paesi del Sud Italia. Ce ne sono molti che seguo con passione: Batik film festival ad ottobre, Umbria libri, mostre… anche se potrebbero essere molte di più, e poi Ubriajazz…
SILVIA: Avete mai visto la foto esposta in un bar del centro dove Corso Vannucci è simile a Woodstock? Era Umbriajazz di qualche anno fa ed il corso era un tappeto di sacchi a pelo.
FABIO: Da due anni a questa parte anche l’evento più importante, perché conosciuto a livello internazionale, sembra andare verso la commercializzazione di e stesso. Gli ospiti poi… tornano sempre gli stessi, come se fosse stato firmato un contratto a tempo . La musica è bella perché è varia, soprattutto un genere come il jazz. La musica coinvolge da sempre intere generazioni, parla di storia e di politica, accompagna il cinema e il teatro, ma anche la vita di ognuno di noi. Per questo una manifestazione musicale deve essere vissuta giorno e notte. E poi il jazz diventa anche più affascinante con al chiarore della luna. Si potrebbero pensare a degli spazi per chi non può permettersi di dormire in albergo e a spazi per chiunque volesse suonare un sax, che so. Si potrebbero organizzare più concerti gratuiti, o dal prezzo modico comunque, e magari cambiare la scaletta e i nomi degli artisti rispetto alle edizioni passate.
SILVIA: E’ cambiata anche la generazione. Io ora non dormirei per strada con tutti questi delinquenti e spacciatori…
ALESSANDRO: Secondo me questa anche è una conseguenza del fatto che tutto è concentrato nel centro storico… gli spacciatori sono lì, li vede anche chi non li cerca.
FABIO: E’ verissimo. Purtroppo la cronaca ci dimostra che l’illegalità esiste ovunque in Italia, e a Perugina appare come un fenomeno clamoroso proprio perché è lì dove tutto vive in una così piccola dimensione. Ma non è Perugina sola, è l’Italia intera.
NICOLA: E non sono solo le forze dell’ordine a dover fermare la droga. Ci vorrebbe maggiore sensibilità e maggiore razionalità. Campagne antidroga, leggi nuove, informazione corretta e diversa.
SILVIA: Perugia fa parte di un territorio bellissimo… uno spettacolo semplice ma gioioso, come vedere un libro aperto su un prato verde in primavera. Sarebbe un vero peccato cedere le chiavi di queste mura a chi evidentemente non sa cosa significa vivere la città…
FABIO: Ma siamo in Italia. Spacciatori e politici!